Giorni addietro Ettore Belmondo ci ha contattati via email per un saluto ed un’espressione di elogio per l’articolo sulla prima romana di Ora e Per Sempre. E’ l’attore che con la sua interpretazione ha dato voce e sembianze al giocatore del Grande Torino nel film, rendendoci un personaggio di grande impatto suggestivo e di particolare delicatezza d’animo quale noi abbiamo apprezzato. A me che ho gestito il contatto è venuto spontaneo chiedergli un’intervista se possibile anche via email, credendo che vivesse a Torino. Mi ha risposto che gli sarebbe piaciuto incontrarmi e parlare di persona ma non poteva venire fino a Torino, lui lavora a Roma. Accidenti, ma anch’io lavoro a Roma, mentre lui pensava che fossi a Torino. Beh, dico io, volendo se non hai tempo facciamo lo stesso via email, ma lui dice che se ci si può incontrare di persona perché rinunciare a farlo?
Aveva ragione, e spero di aver imparato la lezione. Dopo oggi pomeriggio ho capito che avrei perso una grossa opportunità non incontrandolo. Il fatto è che a volte lavorare con il pc e con Internet ci porta a pensare che tutto si realizzi sulla tastiera e sul monitor. Si chatta, si scarica, si compone, si invia, si riceve, ci si collega, ma poi quando ci si conosce?
Cosicché ci incontriamo nel posto convenuto, e immediatamente ne ricevo l’ottima impressione che in fondo mi aspettavo. Ha una notevole forza comunicativa ed una vivace e cordiale espressività. Si direbbe che è ovvio che un attore sia così, ma siamo sicuri che siano tutti così? E poi non stava recitando………..
Anzitutto assolvo ad una gentile richiesta: Marina Beccuti mi incarica di fargli sapere che la sua interpretazione è stata molto apprezzata sia da lei che da Gabriele Chiuminatto, il responsabile dell’Ufficio Stampa del Torino Calcio; ed è molto contento di apprenderlo, poi inizio a rivolgergli le domande.
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TOROCLUB
-Il tuo ruolo ha rappresentato “il” giocatore del Torino, o meglio, sei stato “i” giocatori del Torino; l’unica presa di contatto tra lo spettatore e la causa della vicenda, appunto la leggendaria squadra di calcio. Aver capito fin dall’inizio l’importanza di questo ruolo ti ha aiutato in qualche modo a calarti nel personaggio?

ETTORE BELMONDO
Sicuramente! Dovete sapere che inizialmente ero perplesso perché il ruolo mi pareva tutto sommato stretto, ma poi si è aggiunto il ritrovamento della significativa lettera scritta proprio da lui sull’aereo, quindi l’importanza di interpretare questo personaggio mi è stata più chiara; nella vicenda rappresentava con efficacia i valori e il modo di essere dei giocatori del Torino.
Quando ho avuto la possibilità di visionarlo in anteprima mi ci sono addirittura affezionato, complice anche il fatto che mio padre è stato un grande tifoso del Toro

TOROCLUB
-Credi che rappresentare un giocatore della più forte squadra di calcio di tutti i tempi che si chiede se farà bene ad accettare un posto in fabbrica piuttosto che continuare a giocare e poi si allontana in bicicletta, possa essere un bel segnale di sfida e di disprezzo verso ciò che è oggi il calcio con le sue straripanti megalomanie?

ETTORE BELMONDO
Assolutamente si, e mi pare che il giocatore nel film comunichi sostanzialmente questo. Erano altri tempi e le odierne esagerazioni sul calcio-spettacolo con i suoi guadagni da capogiro erano lontane anni luce. Si scendeva in campo e si sudava per la prestazione e per meritare l’applauso del pubblico. C’era la notorietà, certo, ma non portava ai protagonisti di allora i soldi e il business che conosciamo oggi. E’ per questo che tutti coloro che ricordano quei giocatori li definiscono soprattutto degli uomini umanamente straordinari, oltrechè dei campioni veri. Si giocava per passione e il calcio era soprattutto sport, non il gioco di oggi.

TOROCLUB
-Vorremmo proprio sapere per quale squadra tifa….il giocatore del Torino di Ora e Per Sempre!

ETTORE BELMONDO
Io tifo per…. Il Grande Torino. Sono nato e ho vissuto fino al ’90 a Torino; sappiate che mi sono cibato di Pulici, Graziani e Claudio Sala, andavo ad assistere alle partite al Comunale ma già lo stadio per me era lo spettacolo emozionante: il fragore, i colori, la moltitudine che scandiva l’incitamento.
Ci veniva anche mia madre ed era solita incitare anche lei con un sonoro “Sveglia Toroooo!” quando la partita non sembrava andare sul binario giusto. Tuttavia quando cominciai a conoscere il Grande Torino nei racconti e nelle testimonianze decisi che la mia squadra era quella, con tutto il rispetto per lo scudetto del ’76.

TOROCLUB
-Per la realizzazione di questo film hai percepito collaborazione con il mondo dei tifosi attuale o con l'attuale società o con le persone ancora in vita che allora erano nel Torino Calcio? Se si, quali sono le persone che più hanno contribuito?

ETTORE BELMONDO
Si, per quello che ho visto posso dire che Vincenzo Verdecchi ha avuto collaborazione e aiuto, a volte spontanei, da persone e comunità legate al Torino Calcio e ai suoi tifosi ma è bene aggiungere che la città in genere nelle sue varie associazioni anche istituzionali ha dato un prezioso contributo alla realizzazione del film. Credo che l’importanza del compimento di questo lavoro sia stata ben compresa da tutti

TOROCLUB
-Hai dei ricordi particolari legati alla lavorazione del film che meritino una citazione, hai avuto occasione di approfondire conoscenze con altri del cast?

ETTORE BELMONDO
Devo dire –e spero di non deludervi- che non ho cose da riferire. Ciò è dovuto fondamentalmente al fatto che ho girato le sequenze del mio ruolo in 6 ore e cioè in una notte tra le 11 di sera e le 5 del mattino con Dino Abbrescia ed Enrico Ciotti.
Pochino per raccontare aneddoti….

TOROCLUB
-Nel film il principale tema trattato è il rapporto figlio- genitore e nipote-nonno, e i tifosi del TORO della nostra generazione sono in maggioranza figli-nipoti di tifosi del Grande Torino che ci hanno trasmesso la passione per il TORO mentre il padre del protagonista, tifoso da antologia, purtroppo aveva clamorosamente “fallito” la missione almeno mentre era in vita. Tu sei per una scelta affettiva della propria squadra del cuore o ritieni giusto identificarsi secondo la territorialità?

ETTORE BELMONDO
Se la squadra è “del cuore” ci dev’essere affetto, no? La territorialità può essere importante, ma sappiamo bene che alcune squadre hanno tifosi ovunque. Anche per il Torino in un certo senso è così: è una squadra che ha emozionato una generazione e continua ad essere la squadra del cuore per definizione.
Io comunque individuo 2 tipi di tifosi; quelli che almeno una volta hanno cambiato squadra scegliendone una che vinceva di più, e quelli che dopo aver eletto la loro squadra la seguono in ogni circostanza, favorevole e avversa. Ovviamente i secondi scelgono col cuore.

TOROCLUB
-Puoi dirci qualcosa circa i tuoi inizi e i tuoi trascorsi di attore?

ETTORE BELMONDO
Verso la fine delle scuole superiori (ho preso il diploma di Perito Industriale) mi è venuta la passione per il teatro. Mi iscrissi quindi alla “Scuola del Teatro Nuovo” di Torino, un laboratorio teatrale per giovani attori, e dopo le superiori frequentai anche Scienze Agrarie all’università, ma mi resi conto che la mia strada era la recitazione e mi ci dedicai in maniera esclusiva.
Fu un momento difficile con i miei che non approvavano questa scelta e non sembravano intenzionati a sostenerla, così nel frattempo mi misi a lavorare come cameriere in un locale, si chiamava “ l’ Galantom ” .
Poi nel ’90 arrivai a Roma con una chitarra e 16.000 lire in tasca. Entrai in una compagnia teatrale e debuttai con “Elettra e Clitennestra” di Franco Mannino, diretto da Luciano Lucignani. Continuai con la recitazione in diversi spettacoli teatrali.


TOROCLUB
-Dopo l’interpretazione del film di Verdecchi, cosa hai fatto e stai facendo attualmente?

ETTORE BELMONDO
Soprattutto fiction, in quanto nel ’95 ho incontrato una casting, Rita Forzano, che mi ha proposto per molti ruoli televisivi.
Ho interpretato “Ragazzi e Ragazze” di Gianfranco Albano, e poi “Gente di Mare” (di prossima uscita) dove sono un naufrago assieme a suo figlio, anche questo è stato un ruolo che ho sentito molto. Ora sto girando qui a Roma le sequenze di uno sceneggiato sull’eccidio delle Fosse Ardeatine per la regia di Gianfranco Albano, il titolo provvisorio è “Don Pietro Pappagallo”

TOROCLUB
Permettici un’incursione nella tua vita magari associandola alla vicenda del giocatore che hai interpretato: spesso si immagina che qualcuno della famiglia di un attore vorrebbe ancora convincerlo ad accettare “quel posto in fabbrica”; la circostanza nel tuo caso si ripete?

ETTORE BELMONDO
Come ho raccontato prima ci hanno provato, ma hanno avuto tempo e modo di constatare che non c’era motivo di preoccuparsi troppo per me.

TOROCLUB
Qual è il tuo rapporto con Internet? Riesci a fruire nel tuo lavoro o nel tempo libero di questo strumento che sta ampliando il modo di comunicare e soddisfa la nostra necessità di accedere a servizi sempre più efficaci?

ETTORE BELMONDO
Ovviamente ne ho compreso l’importanza e sto cercando di sfruttarne la potenzialità e l’utilità sia nella vita privata con le sue applicazioni pratiche di accesso a servizi di utenza e informazione, sia sul lavoro con l’utilizzo dei motori di ricerca. Ad esempio proprio dopo l’uscita di Ora e Per Sempre ho digitato il titolo del film nella finestra di Google ed ho trovato tutte le recensioni e gli articoli che ne parlavano tra i quali il vostro.
Inoltre ne ho scoperto l’efficacia per documentarmi sui personaggi che mi appresto ad interpretare, ed è una risorsa notevole.

TOROCLUB
Dopo aver avuto in qualche modo a che fare con la grande storia di una squadra di calcio come il Torino, ti è venuta voglia di saperne di più e consultare i siti tematici come il nostro che puoi trovare in rete?

ETTORE BELMONDO
Certamente, e proprio nella mia ricerca di siti che trattano “Ora e Per sempre” nelle loro pagine ho capito quanto sia vasta l’espressione del tifo granata online, trovandovi documenti ed informazioni di rilievo sul Grande Torino.

TOROCLUB
Infine vorremmo chiederti se in tutta questa conversazione ti saresti aspettato una domanda che a causa del nostro “dilettantismo” abbiamo mancato di farti

ETTORE BELMONDO
Mah, non saprei, a me sembra che mi abbiate chiesto veramente tutto, e poi non potrei rifarmi a nessuna precedente esperienza…

TOROCLUB
Come?

ETTORE BELMONDO
Ma si, che c’è di male a dirlo: questa è stata la mia prima intervista!
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Siamo seduti ad un tavolino fuori del Gran Caffè Mazzini, nell’omonima piazza romana. All’inizio della conversazione piovigginava, poi ha piovuto un po’ più forte. Magari faceva anche freddo, ma di tutto questo non me ne sono accorto.
Quando siamo arrivati alla conclusione ho solo constatato che “si era fatta una certa ora” ed incombeva un rientro a casa con la città da attraversare e alcuni pezzi di famiglia da recuperare in giro.
A questo punto un aperitivo ci starebbe bene ma lo prego di rimandare l’occasione ad un momento più comodo e meno piovoso, che credo non mancherà.
Prima di salutarlo gli consegno due piccoli omaggi granata; il CD Multimediale di Toroclub con dedica, e una breve pubblicazione sulla vicenda dei fratelli Ballarin, i due giocatori del Torino accomunati dal destino di Superga realizzata a cura della loro nipote Nicoletta Perini.
In realtà si tratta di uno scambio impari, noi abbiamo ricevuto molto di più.



di Mauro Ricci
Un progetto cinematografico innovativo di Ettore Belmondo The Role Player
altre interpretazioni di Ettore Belmondo:
LA FRONTIERA film regia di Franco Giraldi con Raoul Bova 1997 -- RICOMINCIARE serie televisiva regia di Vincenzo Verdecchi 1999/2000 -- AVVOCATO PORTA fiction regia di Franco Giraldi con Gigi Proietti 2000 -- IL FUOCO DEL SOLE (teatro) testo e regia di Giancarlo Zagni, Napoli 2001 -- Gente Di Mare 2004 regia di Alfredo Peretti -- K2 L'ASSALTO FINALE radiosceneggiato testo e regia di Massimo Guglielmi 2004 -- Don Pappagallo la buona battaglia regia di Gianfranco Albano 2005